RIPUBBLICIZZAZIONE SERVIZIO IDRICO: IL COMUNE INTENDE RICORRERE AL TAR PER IMPUGNARE L’ACCORDO BONARIO CON ACQUAENNA

RIPUBBLICIZZAZIONE SERVIZIO IDRICO: IL COMUNE INTENDE RICORRERE AL TAR PER IMPUGNARE L’ACCORDO BONARIO CON ACQUAENNA

Conferito con decreto sindacale al professor Luca Nivarra - ordinario di Diritto Civile dell’Università degli Studi di Palermo - l’incarico di verificare se quanto previsto nella Convenzione stipulata tra i sindaci dell’ex Provincia Regionale di Enna e l’ATO Idrico 5 sia stato in questi anni realmente rispettato.
Lo ha reso noto il sindaco Fabio Venezia, nell’ambito della battaglia condotta dall’amministrazione per il ritorno alla gestione pubblica del servizio idrico e finalizzata altresì a fare chiarezza in merito all’intricata vicenda.
La Regione - nelle settimane scorse - ha approvato un disegno di legge che si muove nella direzione della ripubblicizzazione del servizio idrico, nonostante il ritorno alla gestione pubblica per le convenzioni già in atto sia tutt’altro che semplice.
La legge prevede infatti l’istituzione di un’apposita Commissione per la verifica delle convenzioni e, proprio in tal senso, l’amministrazione intende far luce.
Nell’aprile scorso il Comune e’ stato l’unico Ente dell’ex Provincia a votare contro l’ipotesi di accordo bonario per la corresponsione del canone idrico a AcquaEnna.
Accordo poi sottoscritto, nonostante le palesi e dichiarate perplessità di alcuni sindaci e dei comitati per la ripubblicizzazione del servizio idrico.
L’articolo 19 della Convenzione prevede infatti che, in caso di mancato versamento dei canoni dovuti, il contratto possa essere rescisso immediatamente.
E dal verbale dell’assemblea dei sindaci dell’ATO Idrico 5 di Enna del 2 aprile 2015, si evince – negli ultimi tre anni - il mancato versamento del canone concessorio all’Autorità d’Ambito, per un importo pari a 1 milione e 800 mila euro.
Ed e’ proprio su questo punto che il Comune intende vederci chiaro, con la consulenza di uno dei massimi esperti in materia a livello nazionale come il professor Nivarra, peraltro estensore – nel 2011 – dei quesiti referendari per la proposta di legge di iniziativa popolare per la gestione dell’acqua pubblica.
In particolare, l’amministrazione chiede di verificare le inadempienze del gestore del servizio idrico integrato che hanno determinato il verificarsi della sanzione risolutiva della Convenzione stipulata il 19 novembre 2014 tra l’ATO Idrico e la società consortile per azioni AcquaEnna, la legittimità dell’accordo bonario sottoscritto il 25 giugno 2015 dall’ATO Idrico con AcquaEnna per il recupero delle quote non versate del canone di funzionamento dell’Autorità d’Ambito e la tipologia, la modalità e i tempi per l’esercizio di tutela del Comune contro le inadempienze del gestore del Servizio Idrico Integrato.
“La battaglia per far ritornare nuovamente ai Comuni ennesi la gestione del servizio idrico – ha dichiarato il sindaco Fabio Venezia – continua con grande determinazione. Siamo convinti che ci siano i presupposti per mettere fine a una gestione privatistica che ha portato a livelli inaccettabili le tariffe per i cittadini. La nostra intenzione e’ quella di impugnare l’accordo bonario sottoscritto il 26 giugno scorso tra l’ex Commissario della Provincia Pietro Lo Monaco e AcquaEnna. Se il TAR dovesse darci ragione, dopo dieci anni di gestione da parte di una società privata, il servizio idrico tornerebbe finalmente ai Comuni. E su questa vicenda non allenteremo la presa, fin quando non otterremo i risultati che ormai da tempo i cittadini ennesi aspettano”.

Pubblicata: 01/09/2015 - Ufficio Stampa

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