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Cenni storici

Troina, situata sulle estreme pendici meridionali dei monti Nebrodi, a 1.120 mt. di altezza sul livello del mare, è un’antichissima cittadina dell’entroterra siciliano.

Ultima modifica 28 marzo 2024

Abitata dai Sicani e dai Siculi, posseduta dai Greci, conquistata dai Saraceni e liberata infine dai Normanni, Troina fu anticamente forte piazza d’armi, sede di Vescovi e patria di tanti uomini illustri; la città venne anche visitata dal Papa Urbano II nell’anno 1088, e dall’Imperatore Carlo V nel 1535.
Nessun dubbio può esistere sulle sue antiche origini che risalgono al periodo preistorico, lo testimoniano tracce di insediamenti umani risalenti al periodo Neolitico, una necropoli ubicata sul monte Muganà e una “fattoria” del 3.000 a.C. messa in luce da recenti scavi archeologici. Alcuni storici identificano Troina con Engyon, sede del famoso tempio dedicato alle Dee Madri, e meta continua di pellegrinaggi; secondo altri studiosi, invece, si tratterebbe dell’antica Imakera, città greca che coniava moneta. Forma e dimensioni dell’antica città greca si determinano con facilità grazie ai ruderi di un imponente cinta muraria a blocchi megalitici, datata IV sec. a.C. Le mura proteggevano il versante meridionale dell’abitato e ne completavano l’impianto difensivo raccordandosi con la parte naturalmente fortificata, caratterizzata da baratri e strapiombi. Di certo, per la sua posizione strategica, fu un importante presidio militare sia nel periodo greco e romano che durante le dominazioni bizantine e arabe.
La storia della città conobbe il massimo splendore con l’arrivo dei Normanni in Sicilia. Durante il periodo normanno, infatti, Troina fu scelta dal Conte Ruggero d’Altavilla come roccaforte per la conquista dell’isola. Il Gran Conte fondò due abbazie basiliane: San Michele Arcangelo e Sant’Elia di Ambulà e una pregevole chiesa dedicata alla Vergine Assunta, che fu elevata a rango di Cattedrale, quando egli stesso istituì a Troina il primo vescovado normanno della Sicilia (1082), a capo del quale pose il vescovo Roberto. Nel 1088 Ruggero ricevette a Troina il Papa Urbano II; in quell’incontro si definirono le basi della “Legatia Apostolica”; con tale privilegio il Papa diede a Ruggero e ai suoi successori piena autorità sulla Chiesa siciliana con facoltà di designare i Vescovi isolani, istituire diocesi e fissarne la giurisdizione. Troina, tranne in due brevi periodi, fu sempre la decima città demaniale dell’isola e occupava il tredicesimo posto nel Parlamento siciliano, il più antico del mondo,  fondato da Ruggero II nel 1129.
Nel centro storico, dove strette viuzze si intrecciano tra loro come in una “Casbah” araba, sembra che le storie antiche e le leggende del medioevo ritornino ad echeggiare: i palazzi e le ricche chiese, insieme agli inestimabili tesori in essi custoditi, sono testimoni di una storia millenaria.
Il centro storico si sviluppa, con un impianto urbanistico tipicamente medievale, lungo l’asse di via Conte Ruggero. A questa via afferiscono piccole diramazioni tortuose, irregolari, che in ripida pendenza seguono l'andamento orografico della sommità collinare: è un insieme pittoresco di vicoli, slarghi irregolari, scalette, rampe, sottopassaggi ad arco e cortili sul fronte stradale.

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